GIOCANDO CON……”RICOMINCIO DA TRE”

“Quando gioca, e forse soltanto quando gioca, il bambino, come l’adulto, è veramente libero di essere creativo” (D.W. Winnicott)

Nel 1989 il Presidente della sezione di Firenze dell’Associazione Nazionale atleti Azzurri d’Italia, già nazionale di pallavolo Piero Vannucci, oggi Vice Presidente Vicario Nazionale, invitò l’olimpionico bergamasco Gianfranco Baraldi ad assistere ad una manifestazione da lui progettata per alunni delle scuole elementari del capoluogo toscano.La manifestazione si svolgeva il pomeriggio, nei giardini pubblici delle famose “Cascine” di Firenze. Si trattava di “ricominciare”,  da tre giochi propedeutici ad uno sport. Era una grande idea che, con qualche variazione, poteva diventare un nuovo programma di motricità per le scuole primarie (elementari)… Nel 1990, Gianfranco Baraldi, nominato Assessore allo Sport del Comune di Bergamo, introdusse nelle scuole elementari di Bergamo questo nuovo progetto.Le origini non si dimenticano mai … e se la manifestazione “Ricomincio da Tre” è nata con il nome “Giocando-Giocando”, in età adulta continua a giocare. Il gioco è il vero cuore pulsante della Ricominci), perché il bambino è sempre in movimento con il corpo, con la mente, e con le emozioni, che continuano a “vivere” anche quando la lezione si è conclusa.E’ uno strumento di apprendimento perché tramuta il mondo magico in mondo reale; è inoltre un importante mediatore della realtà, perché consente di realizzare  i propri bisogni nel rispetto di  quelli  degli altri.Altro aspetto fondamentale è il piacere che i bambini sperimentano con i giochi di movimento: esso  è proporzionale al bisogno che essi  hanno di imparare dai giochi stessi. Gli alunni di classe prima “giocano” con le  fabulazioni  del… “Bosco”, dove i bambini corrono  tra sentieri e prati,   interpretando un  taglialegna, i Puffi e Garganella; ad un tratto si ritrovano di fronte ad un…. “Castello”, dove provano ad imitare il Re, la Regina e i Cavalieri, tutti alla ricerca del tesoro ma…….attenti al fantasma campanello! “Al Circo” si vuol andare ed animali imitare e, se giochi agli “Indiani” farai parte della tribù dei piedi nani. E se si gioca al “Mare e Pesci” scappa dallo squalo se ci riesci, e quando ce l’avrai fatta corri alla “Fattoria” a giocare con il cane Tobia.Gli alunni di classe terza “giocano”… ed iniziano a collaborare attraverso i giochi tradizionali (Il totem) . Si introducono i giochi di squadra, che  comportano il rispetto di regole ben precise (Palla Base). Sperimentano, infine,  nuovi gesti motori che non richiedono   agonismo e  troppo attenzione al risultato, come nel percorso “Il cerchio Olimpico” e nel “Gioco Arrampicata”.Gli alunni  di classe  quinta  si cimentano in nuovi e differenti azioni motorie proprie dell’ “Atletica”; in giochi di collaborazione e di gestione del contatto fisico con  “l’Acrosport”,  nei  giochi presportivi  riadattati come “Palla in Porta”, “Palla Meta”, “Unihockey” “Orienteering”. Gli  obiettivi principali  di questi  giochi di squadra sono la gestione dei conflitti e il Fair play.Agli alunni viene offerta l’opportunità di  imparare  ad accettare l’avversario, a cogliere il senso di appartenenza al gruppo, a cooperare,  nel rispetto delle regole condivise ed ad accettare la sconfitta come un’occasione  per migliorarsi.

Staff Tecnico Sport&Cultura

Matteo Colleoni

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